Essere volontario di CiaoLapo Drawinglovememories

Essere volontario di CiaoLapo

Essere consapevolezza.

intervista a Fabiana Baudo

a cura di Claudia Ravaldi.

Ciao Fabiana, vuoi dirci brevemente chi sei?

Sono educatrice perinatale formata MIPA, ma sono anche mamma di 5 splendidi figli: 2 in terra, Michele, il mio primo figlio nato nel 2009, e Lucrezia, la mia splendida bimba arcobaleno nata del 2012; 3 in cielo, Francesco e Isaia, entrambi nati nel 2011 a poche settimane di gravidanza, e Solas, nata nel 2014, definita tecnicamente microborto.

 

Come ti sei avvicinata all'associazione CiaoLapo Onlus?

Ho conosciuto CiaoLapo mentre mi stavo formando come educatrice perinatale: interessandomi di gravidanza, parto e puerperio dovevo entrare in contatto con tutti gli aspetti della genitorialità, anche quelli più delicati e "scomodi". Nonostante non potessi non provare empatia e cordoglio per questi genitori in lutto, il lutto perinatale a quel tempo era per me un evento remoto, distante, perchè io della gravidanza e nascita avevo vissuto fino ad allora solo il bello.E poi…E poi è successo a me.

Quando mi sono trovata nella spirale di un dolore non riconosciuto, non rispettato, allora in punta di piedi mi sono avvicinata alla comunità di CiaoLapo: in punti di piedi, perché mi trovavo di fronte a mamme e papà che avevano perso i figli molto avanti in gravidanza o dopo il parto, e io con i miei aborti precoci mi sentivo quasi stupida. Eppure proprio da questi splendidi genitori ho capito che l’amore non si misura dal numero di settimane o di anni in cui un figlio sta con noi: si è mamme da subito, si ama da subito e il lutto è comunque lutto. Poi ho potuto anche confrontarmi con chi aveva avuto la perdita più o meno nel mio periodo gestazionale. E comunque, la cosa che mi ha stupito è che, indipendentemente dal periodo in cui si è perso il proprio bambino, le parole usate per descrivere le proprie emozioni sono molto simili, molte volte equiparabili: e questo ti fa sentire totalmente compresa e sostenuta.

CiaoLapo è stata fondamentale grazie al suo progetto “Ri-nascita”, il sostegno alle gravidanze successive ad una perdita, durante la gravidanza della mia bimba arcobaleno Lucrezia. Gravidanza complicata sotto tutti i punti di vista: medico, abbiamo lottato tanto per poterci abbracciare fuori dal mio utero, e psicologico, poiché la paura e l’ansia di poterla perdere a volte prevaleva sulla gioia di sentir crescere una vita dentro di me. Attraverso il progetto “Ri-nascita” ho vissuto con altre mamme, anche loro alle prese con una gravidanza che le comunità internazionali di genitori chiamano "arcobaleno", le emozioni, le gioie, le paure della mia gravidanza e delle loro, sentendomi libera di potermi sfogare senza essere presa per pazza o isterica, ricevendo parole di conforto e coraggio, gioendo delle altre rinascite mentre sognavo la mia, e tessendo dei legami di amicizia che non si sono più sciolti. Anche se solo virtuali.

 

Perchè hai scelto CiaoLapo?

Beh, CiaoLapo è l’unica associazione che si occupa di lutto perinatale in Italia in modo integrato e su più livelli, scientifico, psicologico, assistenziale: se perdi un bambino in gravidanza o dopo il parto, e non ti trovi in una struttura attenta e preparata, CiaoLapo è l’unica risorsa a cui aggrapparsi.

Peraltro un’ottima risorsa: CiaoLapo sviluppa il proprio agire non solo attraverso le emozioni e il cuore, ma anche su una solida base scientifica, fatta di studio delle linee guida internazionali in materia, lo scambio con altre realtà all’estero ed attraverso la formazione del personale di reparti di ginecologia ed ostetricia e consultori, in modo da cercare di garantire il massimo della prestazione, sia medica che emozionale, ai genitori colpiti da questo evento, già dai primi istanti della comunicazione della terribile notizia.

Poi CiaoLapo è una famiglia: una volta che ci entri è quasi impossibile staccarsene, tanto è l’amore e il rispetto che unisce tutti i suoi membri, si è circondati da affetto.

 

Come è nata l'idea di essere strumento di consapevolezza e rompere il silenzio intorno al lutto perinatale?

Il mio lutto è stato attaccato da tutti i fronti: anche in famiglia, dove purtroppo chi doveva starmi vicino non riusciva a capire, o forse si trovava in un vortice di emozioni che spiazzavano a tal punto da non riuscire a ragionarci.

Ma vedendo come il mio ginecologo ha trattato i miei lutti ed il mio caso clinico, ho capito che non era giusto continuare a sentirsi umiliate e sminuite: se un medico mostrava empatia e comprensione, allora era normale e giusto soffrire, chiedere aiuto, era un mio diritto sentirmi madre di quei bambini vissuti poche settimane dentro di me e considerarli figli.

Io poi sono un po’ ribelle, controcorrente, se una cosa non mi sta bene la dico senza farmi troppi problemi, non riesco a tenere la bocca chiusa. Soprattutto se sento di aver subito un torto o un’ingiustizia.

L’amore per i miei figli celesti e per il mio cuore di madre, ma anche per tutti gli altri genitori in lutto e i loro bambini in cielo mi ha dato l’impulso ad agire: quando ho elaborato i miei lutti, quando ho tirato le fila della mia storia e ho colto il senso di ciò che ero diventata, quando sono rinata, allora ho deciso che dovevo fare qualcosa perché il lutto perinatale non fosse più una realtà sommersa, perché fosse trattatto come qualsiasi altro lutto. Riconosciuto, rispettato, compreso, sostenuto nella sua elaborazione. Dovevo far qualcosa perché i genitori “speciali” fossero riconosciuti tali, i loro bambini fossero riconosciuti presenti, come parte di una triste storia, esistiti ed in quanto tali degni di essere ricordati, celebrati, pianti. Amati…

 

Concretamente, quale è stata la tua esperienza in questa nuova veste?

Ho cominciato ad "agire" in modo pratico, montando il banchetto di CiaoLapo presso le fiere del paese dove vivo: un tavolino, che ho abbellito realizzando dei cartelloni con tante farfalle con i nomi dei bimbi in cielo. Ringrazio i tanti genitori che hanno voluto regalarmi un pezzo del loro cuore, facendomi sentire, in questo modo, il loro sostegno anche a distanza. Sul banchetto i libri di CiaoLapo per genitori, operatori e bambini, le brochures informative, il DVD “Lasciando la Baia del Re” e piccoli gadget, alcuni realizzati da me con la tecnica del macramè, per premiare le eventuali offerte.

Partecipando ad un’iniziativa di CiaoLapo, ho regalato alla biblioteca del mio paese 4 libri scritti da Claudia Ravaldi, “La tua culla è il mio cuore”, “La morte in-attesa”, “Sulla scia di una stella cadente” e “La Regona Cuordighiaccio”, perché possano essere a disposizione di tutti coloro che potranno averne bisogno, che vorranno avvicinarsi e comprendere il mondo di emozioni che sta dietro alla perdita di un bambino, per i genitori che potrebbero aver bisogno di una favola per aiutare i fratellini speciali a comprendere quello che sta accadendo dentro di loro ed intorno a loro.

Sto organizzando, insieme ad altre mamme volenterose, il primo Babyloss della provincia di Piacenza per il 15 ottobre: essendo il primo anno ed essendo partite un po’ in ritardo, realizzeremo solo la proiezione del film cortometraggio “Lamoreverticale” presso la biblioteca comunale del mio paese, con successivo dibattito, in cui ho coinvolto, come moderatori, una mia amica ostetrica, il mio ginecologo che a sua volta ha contattato una pediatra genetista, ed una psicoterapeuta.

E speriamo con tutto il cuore di poter far crescere, anno dopo anno, queste iniziative e la consapevolezza attorno al lutto perinatale, rompendo il muro del silenzio.

 

Cosa diresti alle altre donne e ai genitori che desiderano rompere il silenzio anche in Italia?

Direi semplicemente di seguire il loro cuore e l’amore per i loro figli in cielo: sarà questo che li guiderà nel parlare con la gente, nel confrontarsi con gli ostacoli culturali che hanno alimentato il silenzio sul lutto perinatale in Italia. Essere consapevolezza  sarà per loro la consolazione, l’orgoglio ed il sostegno che li farà andare avanti nei momenti più duri. E direi ancora che non sono soli, perché l’unione fa sempre la forza…

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