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Studio HaBIT. Storie di allattamento

CiaoLapo promuove l'indagine HaBIT, lanciata alcuni anni fa dall'Università di Firenze, ed ora entrata nella sua fase conclusiva.HaBIT indaga le abitudini alimentari e l'uso di integratori durante l'allattamento, raccogliendo le storie delle donne e in parallelo le conoscenze e le abitudini degli operatori e dei professionisti sanitari sull'allattamento. Perchè CiaoLapo sostiene HaBIT? Ci occupiamo di salute perinatale e quindi anche di allattamento da quando ci siamo costituiti. Una delle prime cose che ho scoperto dopo la morte di Lapo riguarda proprio il latte. Ho scoperto che non basta perdere un figlio a termine per evitare la montata lattea, e per mandare via il latte. Il latte continua a scorrere e a scorrere spesso a dispetto degli inibitori dell'allattamento, per giorni, a volte per settimane, dopo la morte di tuo figlio. Molte madri, quando perdono il loro bambino, più spesso dalla seconda metà della gravidanza in poi, producono comunque latte, e in questa delicata e dolorosa situazione devono essere trattate con sensibilità e competenza.

Molte delle mamme che entrano nella comunità di CiaoLapo hanno in seguito altri bambini.

Li chiamiamo arcobaleni (in tutto il mondo si è diffuso questo soprannome nato in America molti anni fa) per sottolineare la gioia che portano ai genitori e alle loro famiglie: a volte (frequentemente) gli arcobaleni si accompagnano a sporadici residui di tempesta.

Uno dei momenti più critici, dopo la nascita di un arcobaleno, è proprio rappresentato dall'allattamento, per una serie di motivi, psicologici e pratici.

Allattare un bambino dopo che si è dovuto mandare via il latte per un fratello/sorella precedente è un passaggio critico e a volte doloroso. Si riaffacciano sensi di colpa, paure e mancanze. Ognuna di noi dovrebbe essere correttamente sostenuta in questo passaggio, spesso non è così, purtroppo.

Allattare è utile, è importante per la salute di bambino e di mamma, è naturale. Ma non siamo distributori di bevande, non abbiamo alcun tasto in bella mostra da premere, a volte non sappiamo proprio come fare. A volte, intorno a noi, nessuno sa come fare, e piovono consigli non richiesti o inutili.

Allattare dopo un lutto è faticoso. Può essere talmente faticoso da sembrarci addirittura controproducente, per noi o per il bambino.

Questo mix di emozioni e di vissuti è comune a molte donne, soprattutto quando sono alle prese col primo figlio, soprattutto se hanno un passato di maternità dolorose.

Promuovere e partecipare a ricerche scientifiche e campagne di sensibilizzazione sull'allattamento, è uno dei modi che abbiamo per contribuire alla diffusione di una adeguata cultura su questo tema e migliorare la qualità delle vita delle mamme e dei bambini. Anche dopo una dolorosa perdita.

 

Lo studio HaBIT

HaBIT (Herbal supplements in Breastfeeding InvesTigation) è una indagine che nasce per approfondire la sicurezza dell'uso degli integratori vegetali nell'allattamento, ma si interessa anche di conoscere le abitudini alimentari ed il ricorso a pratiche tradizionali o non convenzionali. 

L'indagine è anonima e si svolge online. Si tratta di compilare un breve questionario della durata massima di 5-10 minuti. Le persone che avessero partecipato alla prima fase dell’indagine (iniziata nel 2012) possono tranquillamente compilarlo di nuovo se vogliono (nell’analisi sarà tenuto conto delle due fasi).

L’indagine si compone di un questionario per gli operatori sanitari (ed il personale ad ogni titolo coinvolto nel sostegno all'allattamento - es doule, consulenti etc etc) e uno per le mamme che stanno allattando (o hanno terminato l’allattamento entro gli ultimi 6 mesi).

I link ai questionari ed alla descrizione dello studio sono i seguenti:

 

Operatori: https://www.surveymonkey.com/s/habit

Mamme: https://it.surveymonkey.com/r/habit-mamme

 

Vi chiediamo di rispondere al questionario, e di diffondere i link all'indagine attraverso le vostre newsletter e i vostri canali social network.

Se avete qualunque richiesta in proposito, potete scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Grazie per la preziosa collaborazione.

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