Il lutto perinatale e i padri: il corto Koi

E poi si rimane senza parole. Oppure, le parole che sappiamo, da sole, non sono sufficienti a descrivere l'enormità di quanto accaduto. A descrivere l'enormità di ciò che è accaduto, che accade, a molti, ci hanno provato una mamma e un papà. La mamma e il papà di Samuele.

La mamma e il papà di Samuele hanno scritto a CiaoLapo nel Gennaio del 2015.  La storia da narrare era già lì, in quelle poche righe. Quelle righe sono arrivate cariche di impegno, di promesse e di dignità. Tre ingredienti perfetti per raccontare storie che sono difficili da ascoltare.

Tutto è cominciato così:

"Buongiorno, 

prima di tutto vi ringrazio per questo forum che avete creato. Ottimo supporto.
Sono uno dei tanti papà che ha vissuto l'esperienza di vedere il proprio figlio nascere prematuro, vivere pochi giorni e purtroppo lasciarci. Sono un fotografo/regista e partendo da questa esperienza ho voluto mettere in piedi un progetto:
parlare attraverso un cortometraggio l'esperienza, le sensazioni i sentimenti di un padre che vive questo dolore."
 
Per scelta, fin da quando era una onlus minuscola, CiaoLapo è fortemente impegnata a sostenere i (buoni) progetti di sensibilizzazione sul tema del lutto e della salute perinatale, attraverso tutti i linguaggi possibili: narrativi, cinematografici, fotografici, grafici e via discorrendo. 
 
Dopo avere letto questa mail e la sceneggiatura allegata l'entusiasmo ci è salito alle stelle (un posto a caso...).
 
In poche righe ho visto la storia. Ho risentito le parole di molti padri, ho rivisto alcuni racconti ascoltati ai nostri GAMA, e ricordato molte delle parole  scritte nero su bianco in alcuni post del nostro forum, sulla complicata differenza di espressione del lutto tra madri e padri.

Il progetto Koi nasceva già molto ambizioso: dare voce a chi non ha parole (il neonato prematuro che muore, rimandendo comunque meritevole di dignità e di rispetto) e dare voce a chi le parole non le trova (il padre in lutto).

I padri e il lutto, a prima vista, sembrerebbero essere due rette parallele. Là dove le madri hanno a disposizione fiumi (di parole e di lacrime, spesso intrecciate tra loro), i padri restano al margine. Al margine del dicibile. Travolti dallo stesso fiume di dolore, credendo di non poterselo permettere. Non è un caso che là dove siano proposti supporti psicologici, questi spesso vengano offerti soltanto alle madri. Non è un caso che molti dei nostri padri siano stati congedati da tutti (professionisti, amici, colleghi di lavoro) con esortazioni ad essere forti per le loro compagne. Non è un caso, quindi, che le voci dei padri siano silenziate dalla nostra cultura, relegate ai margini dell'esperienza luttuosa. Con tutti gli esiti che questo comporta.

 

Con Luigi e Laura, grazie a Luigi e Laura, abbiamo gettato le basi per andare oltre l' "a prima vista", oltre i margini del dicibile. Per raccontare ciò che forse non si può dire, o piuttosto non si vuole ascoltare. 

Dopo uno primo contributo nel 2015, abbiamo anche attivato nel 2016 una raccolta fondi dedicata, per poter fare tutte le rifiniture: hanno aderito molte famiglie, dall'Italia e anche dall'estero, e questo ci ha consentito di terminare il progetto, che presto potrà finalmente essere visto, in un primo special event online aperto a tutti.

Koi è uno splendido lavoro. Lo dico da madre con esperienza diretta di lutto perinatale e di lutto nei padri, lo dico da psicoterapeuta e da ricercatrice. 

Il 17 Novembre Koi sarà presentato in un evento speciale, in occasione della giornata mondiale della prematurità. A presto ulteriori dettagli.

 

 

 

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