Così come sei.

Ciao, a te.

A te che leggi le nostre pagine, perchè hai incontrato nel tuo cammino il mostro che si chiama Lutto Perinatale e cerchi di sopravvivere ogni giorno, senza sgretolarti. E di farne qualcosa di buono, se possibile.

A te, che ti chiedi se questo sia il posto per te, perchè tu, ti dicono, hai perso il tuo bambino tanto presto.

A te, che hai già altri figli, e, ti dicono, non dovresti soffrire così tanto per ciò che è accaduto e accontentarti invece.

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Il primo giorno di scuola e l'elefante rosazzurro

Oggi è il primo giorno di scuola. L'ingresso alla scuola primaria è un giorno atteso e celebrato dalle famiglie e dalle istituzioni. Quest'anno entrano in prima elementare i bambini nati nel 2009.

Stamattina la mia bacheca di facebook è letteralmente fiorita di foto di zainetti, grembiulini, cartelle, messaggi beneaugurali, messaggi di mamme sorprese di come passa veloce il tempo, dalla culla allo zainetto. Tra tutti questi messaggi di festa e di eccitazione nella mia bacheca sono comparse decine di messaggi di ricordo. 

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I mangiatori di dolore

In lingua Urdu c’è un modo di dire che amo: «ghum-khaur». Significa «mangiatori di dolore», e identifica la comunità che si raccoglie intorno a chi vive un lutto, per assorbirne lo strazio. In quella lingua non ci sono parole per definire un dolore vissuto in solitudine; manca l’idea stessa della privatezza della perdita.  

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Oltre il tabù del lutto perinatale

Qualche anno fa sono partita, insieme ad altre mamme di CiaoLapo, diretta a Genova. Dovevamo andare a salutare un bambino, Nicholas, figlio neonato di una delle nostre mamme, che era mancato dopo due settimane di terapia intensiva. Dopo avere saputo che era morto, siamo state assalite dalla disperazione e dall’incredulità. Non era possibile che un nostro bambino arcobaleno morisse. Non era possibile che morisse un altro bambino ad una mamma già speciale. Non era possibile e non era giusto, ed era spaventoso.

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