Progetto fotografico 2017

L'anno culturale di CiaoLapo si apre con un nuovo progetto artistico aperto alle madri di CiaoLapo, curato da una giovane fotografa che studia a Firenze.

Ho incontrato Emilia una fredda mattina di fine Ottobre. 

Le sue parole, il suo progetto, e soprattutto  la sua autenticità mi hanno subito colpito.

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Tra sogno e realtà - la nostra storia

Finalmente disponibile online e scaricabile in pdf il report che è insieme la storia di un dolore sconfinato e la storia di un sogno da realizzare.

 

Lapo è nato (morto) nel 2006. 

CiaoLapo è nata nel 2006, 4 settimane dopo.

Se potessimo levare ciò che ho scritto tra parentesi, Lapo oggi avrebbe dieci anni, e io chissà cosa sarei, come sarei. Chissà.

CiaoLapo ha dieci anni e io, noi, siamo quello che siamo, anche e soprattutto grazie alla nostra storia e alla storia di CiaoLapo.

Come è nata CiaoLapo? Perchè?

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Una su sei

In Italia abitano 60.656.000 persone, distribuite in 20 regioni e 7998 comuni.
Ogni anno nascono vivi circa 500.000 neonati, mentre altri 120.000 muoiono durante la gravidanza o entro un mese dalla nascita.
Questo significa che ogni 6 gravidanze iniziate, una si interrompe.
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Il cielo d'irlanda è più blu del nostro

In Irlanda, in Agosto, il ministro della salute lavora per i suoi cittadini.

Nonostante l'invasione di turisti ed il clima vacanziero, lo scorso 10 Agosto  è stato infatti pubblicato the "National Standards for Bereavement Care following Pregnancy Loss and Perinatal Death"

le nuove linee guida nazionali per il sostegno al lutto perinatale (sia antecedente che successivo alla nascita).

Queste linee guida saranno adottate da tutti e 19 i punti nascita irlandesi, i quali dovranno dotarsi di un team specializzato capace di fornire il giusto supporto  psicologico e relazionale alle

famiglie e agli operatori coinvolti.

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La conoscenza che protegge - BabyLoss 2016

D'istinto, vorremmo semplicemente che le cose brutte smettessero di accadere.

D'istinto, vorremmo almeno che non accadessero a noi, o ai nostri cari.

Perchè il contatto con il dolore ci spaventa.

Ci spaventa così tanto, che d'istinto vorremmo poterci sottrarre al difficile gioco del lutto, dell'attesa che si elabori, dell'incertezza profonda che ci coglie dopo un lutto e durante un'attesa dopo un lutto. 

Mi sono chiesta molte volte, dopo avere sentito, d'istinto, tutte queste cose, perchè tendiamo a complicare tutto: nascita, vita, morte, emozioni, pensieri, azioni.

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Coraggio!

Dopo un pomeriggio passato a correggere una tesi e ad analizzare i risultati di uno studio, arrivi all'analisi delle domande aperte. 

Passi in rassegna le testimonianze preziose dei genitori e i loro suggerimenti per migliorare l'assistenza.

Mentre scorri parola per parola, che ti sembra di essere lì, con quei genitori e i loro racconti pieni di anima e di intensità, l'occhio "precipita" su queste parole. 

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Lacrime di latte.

Cosa accade quando una donna perde un bambino in gravidanza o dopo la nascita? Cosa accade, al suo corpo? Che ne è del suo puerperio, del baby blues, del latte, delle lochiazioni, del suo sonno, del suo appetito, dei suoi ormoni, del suo adattamento a una realtà che è completamente diversa da ciò che sarebbe dovuta essere, ma rimane incastonata negli inesorabili ritmi del corpo dopo il parto?

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Accanto alle madri. A tutte le madri

L'importanza del sostegno al parto e al puerperio delle madri colpite da lutto perinatale nelle parole di una donna, medico e madre, che condivide con noi la sua recente esperienza di accompagnamento, ricordando l'importanza del qui ed ora, dell'assistenza personalizzata alla donna e alla coppia e di quanto sia importante offrire un tempo di riflessione e uno spazio protetto per consentire alle famiglie di iniziare a elaborare il loro devastante dolore.

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"Soffrivano meno"

Quando ho iniziato ad occuparmi di lutto perinatale nel 2006, molte persone, anche tra gli addetti ai lavori, hanno cercato di dissuadermi.

Il problema di cui intendevo occuparmi, secondo loro, non era infatti un VERO problema. Innanzitutto, perchè, a loro dire, troppo raro per costituire un problema. "Succede a pochissime persone, e quasi sempre per caso".

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Chiuso per lutto

Michele ha 40 anni, un bar e un bambino in arrivo.

Michele aspetta, e lavora.

Intorno a lui, come fosse una febbre, tutti aspettano. Chiedono quanto manca. Chiedono quando è prevista la nascita. Promettono di offrire da bere, ma solo se Matteo avrà gli occhi di Laura, sua madre, "che i tuoi sono color topo", dice sornione Alberto, compagno di scuola e di vita.

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