Legge per la consapevolezza sulla morte perinatale

Da più di 10 anni molti paesi del mondo (Inghilterra, Stati Uniti, Australia, Norvegia etc..) hanno istituito la giornata internazionale della consapevolezza sulla morte dei bambini durante la gravidanza o dopo il parto. Questa giornata ricorre il 15 Ottobre e si celebra ogni anno con numerose iniziative locali. Questo fenomeno, che solo per la morte in utero riguarda ogni anno tre milioni di bambini e altrettante famiglie in tutto il mondo, è ancora oggi in Italia del tutto ignorato dalla maggior parte delle istituzioni, nonostante i notevoli sforzi di numerose associazioni. In particolare, il nostro paese sembra essere ancora molto lontano da una reale consapevolezza sul significato della perdita di un bambino in gravidanza o dopo il parto, sugli aspetti medici che vanno conosciuti al fine di prevenire le morti evitabili, e sugli effetti del lutto nelle gravidanze successive. Istituire anche in Italia la giornata mondiale della consapevolezza sulla morte dei bambini in gravidanza o dopo il parto è dunque un passo molto importante non solo per i genitori in lutto (centinaia di migliaia ogni anno in Italia), ma anche per aumentare la cultura intorno a questo tema.

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L'Amore consapevole - 15 Ottobre 2013 BabyLoss Awareness Day

Arriverà un altro quindici ottobre. Il settimo per me, il primo per molti genitori, una data come un'altra per chi non conosce la realtà del lutto in gravidanza e dopo la nascita.
Una data, un giorno, 24 ore. Che senso ha "celebrarla"? Che senso ha ricordare tutti insieme in tutto il mondo i nostri figli fisicamente lontani e conosciuti per un soffio, ma ad oggi amati come e più del primo giorno? Che senso ha rischiare di soffrire, riaprendo le nostre ferite traboccanti di affetto? E ancora, ha senso "intristire" o "spaventare" chi non sa? Ha senso esporsi al mondo come "genitori in lutto"? O sarebbe meglio tacere, chiudersi, sforzandosi di dimenticare il 15 ottobre, il suo significato, l'onda di luce e tutto quanto?

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Per familiari e amici

Tratto da Hygeia Foundation, Inc. Traduzione a cura di Marina Montorfano e Claudia Ravaldi

Alcuni consigli su come comportarsi se un familiare o un amico ha perso un bambino.

Quando un nostro parente o un nostro amico perde un bambino può sembrare molto difficile sapere cosa dire o cosa fare per lui. Nella nostra cultura si tende a pensare che non possa essere fatto o detto niente, o al contrario che tutti debbano per forza fare o dire qualcosa. Molto spesso nel dolore e nella confusione del momento, le persone si sentono così imbarazzate e fuori luogo da non sapere cosa dire o fare, e prese dall'urgenza e dalla tensione, finiscono per agire d'impulso, senza riflettere molto. 

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Ho perso il mio bambino cosa posso fare?

Questo articolo è rivolto a chiunque abbia appena perso un figlio durante la gravidanza o dopo la nascita, ma anche a parenti o amici desiderosi di comprendere meglio l'accaduto, cosa è possibile fare, e come poter aiutare.

Sono descritti in modo dettagliato gli aspetti più caratteristici di questo evento.

Sono riportate in modo esauriente le cose importanti da sapere e tenere in considerazione nei difficili, confusi e dolorosi momenti dopo la morte del tuo bambino.

Il contenuto di questo articolo è frutto del lavoro fatto in molti paesi del mondo insieme a migliaia di genitori come te e come me e di operatori specializzati.  L'ho scritto pensando non solo a ciò che è possibile fare dopo la diagnosi, ma soprattutto a ciò che molti genitori rimpiangono mesi dopo la perdita di ciò che non hanno fatto. 

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I nipotini di CiaoLapo

Il video per la festa della mamma 2011 della Associazione CiaoLapo Onlus, realizzato grazie alla collaborazione di molti genitori speciali, ognuno dei quali ha inviato una foto dei fratellini dei loro piccoli principi, i nipotini ideali di CiaoLapo

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Dona una Memory Box

Un'opportunità d'amore che nasce da un'oceano di dolore

Uno dei ricordi più difficili e dolorosi dei genitori colpiti da lutto perinatale è legato al momento in cui bisogna varcare la soglia dell'ospedale per tornare a casa a braccia vuote.

La solitudine e la mancanza fisica dei nostri bambini è in quei giorni feroce e straziante da togliere il fiato.

Ritornare alla propria vita "di prima" quando tutto è cambiato è impossibile: l'assenza di ricordi "naturali" del nostro bambino rende la sua mancanza quasi surreale e se possibile ancora più greve.

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Aspettare un bambino malato

a cura di Claudia Ravaldi e Daniela Fierro

Questo articolo è l’approfondimento del testo americano “A gift of time” di Amy Kuebelbeck and Deborah L. Davis.

Il testo, scritto da una giornalista ed una psicologa, è un libro chiaro, semplice ed esaustivo sul delicato tema dell’accoglienza ai genitori che aspettano bambini affetti da patologia incurabile e dell’accoglienza al bambino che ha una vita “piccola”.

 

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Memory Box - Prenatal: un'indagine sull'assistenza nella morte in utero.

Se hai avuto un evento di perdita prenatale durante il 2015, puoi partecipare alla indagine di CiaoLapo 'Memory box - prenatal' sulla assistenza ricevuta in caso di morte endouterina. L'indagine è rivolta a tutte le donne che hanno avuto almeno un episodio di aborto o morte endouterina, a qualsiasi età gestazionale. Nel corso del 2017 CiaoLapo pubblicherà un libro dedicato all'assistenza alla perdita in gravidanza in Italia. Nel libro saranno descritte in maniera qualitativa e quantitativa le esperienze raccolte dalla nostra onlus tra il 2010 e il 2015.

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Luciano Ligabue sferra un colpo all’anima

Tutte queste luci, tutte queste voci
Tutti questi amici, tu dove sei?

Alcune settimane fa è stato pubblicato l’ultimo album di Luciano Ligabue, Arrivederci Mostro, preceduto dall’uscita del singolo “Un colpo all’anima” da cui sono tratte le citazioni in apertura e chiusura di questo post. Contestualmente alla presentazione del nuovo album, Ligabue ha rilasciato alcune interviste, tra cui una al settimanale Vanity Fair, affrontando un tema a noi molto caro: quello del lutto prenatale. 06.06.2010

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I nostri bambini non sono niente?

Sul primo numero del 2010 della rivista Vanity Fair, è stato pubblicato un servizio sulla morte perinatale. Il servizio è corredato dalle immagini di Giovanni Presutti, tratte dal progetto fotografico "Piccoli Principi" di cui abbiamo già parlato. La caporedattrice storie della rivista, Silvia Nucini, ha intervistato sei delle coppie che avevano partecipato al progetto fotografico ed ha raccolto le loro storie, dedicando ad ognuna una pagina del suo articolo. Sei pagine su una delle più importanti riviste settimanali del nostro paese.

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Perfettamente incompiuto

Noi di CiaoLapo abbiamo la fortuna di avere come amico un grande artista. Musicista, compositore, pittore, scultore, scrittore, poeta. Un artista eclettico e poliedrico. E' anche un medico, esperto in medicine non convenzionali, cosa secondaria in questo frangente, se non fosse che è proprio grazie a questo suo aspetto che abbiamo potuto conoscerlo e apprezzarne le molte qualità.

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