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Fiori nel Deserto Cosenza - Servizio TG
Fiori nel Deserto Cosenza - Servizio TG

Intervento di Claudia Ravaldi al telegiornale di Tele Europa Network Calabria, in occasione del convegno 'Fiori nel Deserto' organizzato a Rende (Cosenza) il 1 Ottobre 2016 dalla Associazione Mammachemamme e da CiaoLapo Onlus.

Prevenire le morti in utero evitabili - The Lancet Series 2016
Prevenire le morti in utero evitabili - The Lancet Series 2016

Presentazione della serie 'Ending Preventable Stillbirths' di The Lancet e conferenza stampa presso la Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze. Claudia Ravaldi e Alfredo Vannacci, CiaoLapo Onlus

Mettiamoci la Faccia 2015
Mettiamoci la Faccia 2015

Raccontare attesa, dolore e speranza. Una sfida culturale e psicosociale che ci siamo posti fin dal 2006. Questo video è frutto di un lavoro condiviso da quasi 200 famiglie italiane colpite da lutto perinatale, che hanno deciso di metterci la faccia. Di raccontare a se stessi e agli altri una parte...

#babyloss2015 - Basilicata
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Servizio di approfondimento su TRM h24 network, in Basilicata sul babyloss awareness 2015. Con Laura Colombo, volontaria di CiaoLapo Onlus.

#insiemepossiamomolto - Il video dei volontari di CiaoLapo per il #Babyloss2015
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I volontari di CiaoLapo Onlus vi invitano al loro babyloss awareness day 2015. Vi aspettiamo! #insiemepossiamomolto

Cuore immobile

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Vi ha creato la discussione Cuore immobile

Ho perso mio figlio il 27 novembre 2017.
Tra i ricordi più terribili, il primo che mi viene in mente è la sensazione di come mi è mancata la terra sotto ai piedi nell'esatto istante in cui ho visto la faccia del dottore che non trovava il battito. Ho capito subito. Da allora galleggio. Non faccio altro. Non posso dire di vivere.
Tra i ricordi più meravigliosi di sempre c'è il test positivo. Quella gioia... oddio quanta felicità tutta in un istante!
Questo mio è stato un figlio voluto. Cercato. Sperato. Amato. Pensato. Portato a spasso per il mondo nei pensieri. È un figlio che arriva da lontano.
Quanta felicità già solo quando abbiamo iniziato a pensare di allargare la famiglia. È stato il mio compagno a chiedermi di fare un figlio con lui. Cosa c'è di più emozionante della persona che ami che ti vuole così bene da voler creare una vita con te? È un uomo meraviglioso. Ci conosciamo da vent'anni e stiamo insieme da tredici.
La mia gravidanza è stata bellissima, per quel poco che è durata. Sentirsi così felici e deliziosamente spaventati...
Non ho avuto problemi di nausee. Tanta fame, pipì ogni due per tre, sonno come se avessi fatto la maratona tutti i giorni. E poi tanta felicità... di quelle che ti fan cantare in macchina, anche se sei stonata, e ballare in cucina. Ecco, il nostro era un figlio ballerino senza dubbio perché io, che non ho mai ballato, con lui dentro di me ballavo in continuazione.
Abbiamo scelto di dirlo subito alla famiglia e agli amici più stretti. All'inizio il mio compagno non ne era convinto, la solita storia di andarci con i piedi di piombo fino al terzo mese. Ma quale piombo... io camminavo a un metro da terra! Volevo condividere la gioia. Volevo che lo amassero fin da subito. Soprattutto questo. Volevo dargli tutto l'amore del mondo.

E invece gli ho dato solo morte. Non sono riuscita a proteggerlo e a farlo crescere.
Me lo hanno strappato la sera del 27 novembre. E io sono morta con lui. O lei. In realtà non lo saprò mai. Così come non saprò mai perché è successo. Ero alla decima settimana. A partire dall'ottava settimana, ossia dalla prima visita, ho fatto controlli. Altre due visite dopo la prima, per la precisione. La prima visita, quella tanto attesa perché vuoi vederlo e sentirlo e tornare a casa con la prima foto di tuo figlio a fare progetti, è stata un disastro. Ho capito subito che qualcosa non andava. Io e il mio compagno, mano nella mano nell'attesa di vedere nostro figlio vivere, lo abbiamo visto, invece, letteralmente morire, visita dopo visita. Durante la prima ecografia il cuore non si è sentito, però c'era un pulsare. Lo abbiamo visto, ed era la cosa più bella del mondo. Anche se. Le misure erano più piccole di quanto avrebbero dovuto essere. “Magari il concepimento è avvenuto una settimana dopo”, ci è stato detto. Ci siamo messi d'accordo per tornare di lì a una settimana per controllare le misure e stabilire effettivamente l'età gestazionale. La settimana dopo, il nostro bambino era cresciuto, ma di pochissimo. Troppo poco. Il dottore mi ha detto di cercare di stare calma, e abbiamo fissato una terza visita a distanza di una settimana. Durante quella settimana ho fatto due volte le beta, i cui esiti non ho voluto guardare. Se ci ripenso oggi non so perché mi sono fatta guidare in questo incubo cercando di mantenere la calma. Il mio cuore sapeva, voleva ribellarsi, urlare e spaccarsi, ma sono rimasta relativamente calma. Forse speravo nel miracolo. Ricordo che fino a un attimo prima dell’ultima visita preoperatoria in ospedale ho pensato “magari si sono sbagliati tutti, magari adesso vedono che è vivo e cresciuto e bellissimo”. Oggi so che quelle tre visite sono previste dalle dinamiche mediche per accertarsi che ci siano davvero difficoltà e poi, dopo, che il bambino sia realmente morto; e so che quelle cose che ti dicono – soprattutto quelle che non ti dicono – sono per mantenerti calma e per farti scivolare in una palude di morte senza che te ne renda conto. Non so se avrei preferito che mi venisse detto brutalmente. Non so se mi avrebbe cambiato le cose. Molto probabilmente no.
L’ultima visita dal mio ginecologo l’ho fatta un giovedì. Mi ha detto di andare al pronto soccorso il giorno dopo, che avvertiva lui del mio arrivo e mi avrebbero mandato a reparto. Il venerdì mi hanno fatto gli esami preoperatori e l’ultima ecografia. Non ho guardato, mi sono girata dall’altra parte.
Siccome era venerdì, sono stata mandata a casa. Un lungo fine settimana ad aspettare che qualcuno mi strappasse mio figlio. Ricordo di avere pianto adagio. Ero spaventata a morte. Incredula.
Il lunedì sono stata ricoverata. Mi è stata data una stanza isolata nel reparto maternità, ma comunque lì. Per le varie visite e colloqui ho fatto avanti e indietro per quel corridoio pieno di mamme e neonati. Camminavo guardando il pavimento. Avrei voluto strapparmi le orecchie per non sentire i cuoricini monitorati dei bambini che stavano per nascere, invece era come se i volumi di quei suoni fossero altissimi e tutto il resto attutito, sentivo solo quelli. Non ho mai sentito il cuore di mio figlio.
Ho aspettato tutto il giorno, fino a sera, per essere operata. Non ho fatto storie. Non mi interessava più nulla. Essendo avvenuta tardi l’operazione, sono stata tenuta lì per la notte. Ricordo ogni attimo di quel giorno, abbastanza precisamente ma allo stesso tempo in modo distaccato, come se non fossi stata io e tutto fosse stato un brutto sogno da cui mi sarei risvegliata. E invece non mi sono più svegliata. Soltanto qualche settimana fa la bolla del mio dolore è esplosa, quando il mio compagno mi ha detto che l’ultima volta che mi ha visto è stata quando sono uscita dalla sala operatoria. Ed è così, è vero. Quando mi sono ripresa dall'anestesia ero una persona totalmente diversa, composta per lo più da dolore.
I primi giorni il mio compagno è stato a casa dal lavoro. Poi sono venuti a casa nostra i miei genitori perché lui doveva tornare al lavoro. Mi avevano detto di riposare, e così ho fatto. Ho pianto, adagio. Sentivo tutta la disperazione del mondo ma sono rimasta calma. Passata una settimana, ho ripreso gradualmente le mie attività lavorative. E i contatti con le persone. Quanta ansia e quanta paura... di uno sguardo, di una frase sbagliata, di una mia reazione esagerata. Però mi sono fatta forza, e ancora una volta sono rimasta calma. Ho fatto tutto, prima gradualmente e poi sempre più forte. Sono arrivata a un punto qualche settimana fa in cui mi sono resa conto di stare esagerando. Ho una mia attività, quindi mi gestisco gli orari e gli impegni da sola... e nelle ultime settimane non ho fatto che lavorare, giorno e notte, e quando non lavoravo organizzavo cene, preparavo dolci, andavo a fare cose. Facevo, facevo tutto il giorno. Non riuscivo a fermarmi perché lo sapevo con precisione che se lo avessi fatto sarei crollata, sarebbe andato tutto in pezzi e avevo paura che non mi sarei più ripresa. Ho ancora paura di non riprendermi mai più, adesso che la mia bolla di dolore è scoppiata e ho smesso di essere calma e sfogarmi nel lavoro. Sono assalita da un tale dolore che non riesco a respirare, deglutire diventa difficilissimo. Non sono più io e questo mi spaventa... mi spezza il cuore aver perso la parte migliore di me, lui. Ci sono giorni in cui apro gli occhi e penso solo “no”. Ci sono momenti in cui cambio repentinamente umore. Divento una belva arrabbiata e ferita, furiosa e odiosa. Così tanta rabbia io non l’avevo mai provata. Così tanto dolore non credo che mi permetterà di vivere una vita normale. E forse non mi interessa nemmeno più. Vado a momenti. Quando guardo il dolore del mio compagno, per aver perso un figlio e aver perso me, mi sento in colpa, cerco di reagire. Non si merita anche questo. Però è una forza che non posso controllare. Quando mi chiedo “perché a noi, perché a me?”, perdo il controllo.
Ogni mattina mi sveglio e mi devo cercare, e devo tenermi aggrappata per non perdermi definitivamente, per non scivolare in un pozzo nero di disperazione e odio cieco.
Alle volte mi vergogno per la rabbia che provo, poi penso alla vita che mi è stata tolta dal cuore e allora il cielo diventa ancora più nero.
#157685
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Saphhira ha risposto alla discussione Cuore immobile

Benvenuta Vi e grazie per aver condiviso con noi la tua storia.
Anche i miei gemellini, Mattia e Gabriele, se ne sono andati il 27 Novembre e pure io sono stata diversi giorni in un reparto in mezzo alle mamme e ai loro bimbi. Tutti lì mi guardavano strano, nessuno mi parlava neanche tra il personale medico e le due volte che sono uscita dalla mia stanza ho percorso il corridoio fissando per terra e piangendo.
La mia rabbia, come la tua, è continua, salto per tutto e non riesco a tollerare le cose stupide, tutti i problemi sciocchi e facilmente risolvibili che la gente si fa ogni giorno. Non posso tollerare quando la gente si limita a dire "non lo so" e salto come una pazza perchè mi ricorda tutti i "non lo so", "dobbiamo vedere", "deve solo avere pazienza" e "dobbiamo aspettare il decorso" che ho ricevuto durante la mia gravidanza. Tutte parole cariche di superficialità e distacco che forse hanno trascinato i miei bimbi verso un irreversibile finale.
Ed anche a me ancora oggi capita di chiedermi perchè tutto questo è capitato a noi e non ho una risposta salvo farmi forza del fatto che una cosa del genere non dovrebbe succedere a nessuno e che chiedersi perchè sia successo a me potrebbe essere ipocrita. Purtroppo nel gioco della statica succederà a qualcuno e questa volta la vita beffarda ha scelto me, noi.
E' una risposta inutile, lo so, ma per il momento ho solo questo appiglio da offrirti che è lo stesso a cui mi sono appoggiata io.
In questi mesi ho capito solo che siamo nel mezzo di una tempesta, di un terremoto e di una tragedia troppo grande per qualsiasi mamma del mondo e non c'è nessuna altra via d'uscita se non attraversarla ed uscirne per continuare. Poi alla fine del percorso ci sono solo due possibilità: riprendere a vivere con una consapevolezza diversa, un bagaglio nuovo ed avendo un dolce ricordo nel cuore dei bimbi che non ci sono più regalandogli così uno spazio per essere ricordati seppur solo nostro oppure soccombere al dolore lasciandoci andare completamente e rischiando di perdere anche altro nella nostra vita oltre ai nostri figli.

Non ci sono vie di mezzo e non ci sono compromessi ma solo il tentativo di prendersi cura di quello che resta anche perchè non c'è modo di cambiare quello che è successo.
Io sto facendo un atto di fede e sto seguendo questo percorso grazie alla guida delle persone fantastiche che ci sono qui su CiaoLapo magari ti puoi fermare anche tu qui un po' con noi.
Per il momento ti lascio iun abbraccio sincero ed ancora benvenuta.
#157688
Ringraziano per il messaggio: Vi

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Kevin ha risposto alla discussione Cuore immobile

dolce mamma, eccomi qui, pronta ad accoglierti con una carezza che spero possa donare calore e comprensione al tuo cuore ferito. io sono Rosy, la mamma di Kevin, un delizioso bambolotto nato senza il suo pianto di vita, il 23 novembre 2014, dopo un sogno incantevole durato 37 settimane +4 giorni. mi ritrovo pienamente nella felicità che descrivi quando eri in attesa del tuo piccolino: il sole che illuminava anche le giornate di pioggia perché avevamo il sole che cresceva nel nostro grembo, la gratitudine per il privilegio di essere custodi di quelle preziosissime vite, gli abbracci profumati di gioia di papà delle nostre creature, lo stupore, la meraviglia e la dolce consapevolezza di non essere più sola. poi, in un attimo, la morte spietata, cattiva e crudele, ha distrutto i nostri sogni più belli, facendoci conoscere il dolore più innaturale. ogni volta che senti il bisogno di esternare le tue emozioni, scrivi qui e vedrai che troverai condivisione, ascolto, rispetto e tanto, tantissimo affetto per te e per il tuo tenero germoglio di vita Ecco la mia mano tesa per te: prendila, stringi la forte e proviamo a camminare insieme lungo questa strada tortuosa, fatta di ostacoli e ripide salite, ma dove troveremo anche zone pianeggianti in cui potremmo fermarci, riprendere fiato, riposare, per poi ripartire un po’ più forti e consapevoli. il tuo lutto è ancora troppo fresco, ancora troppo feroce, ancora troppo devastante: ricordo nitidamente i primi 5/6 mesi senza il mio amatissimo bimbo grazioso, in cui le notti trascorrevano senza fondo, le lacrime erano costanti, le braccia facevano tanto, troppo male, passavo ore ed ore con i lembi delle tutine di Kevin stretti al mio collo, per simulare un suo abbraccio, mi dava addirittura fastidio il sole che spuntava, gli uccellini che cantavano, una vita che proseguiva, il mondo che continuava a girare nonostante la mia profonda sofferenza. Hai bisogno di tempo, di prenderti cura di te stessa, di vivere rispettando i tuoi bisogni, tutte le fasi di questo dolore, senza reprimerlo, senza scorciatoie, perché solo così, piano piano, un passo alla volta, potrai imparare a conoscere e riconoscere le ondate di questo tsunami, gestendo con coraggio i momenti di tempesta ed accogliendo gli attimi di quiete. sicuramente il dolore cambia forma, mai, assolutamente mai ci rassegneremo alla perdita dei nostri tesori. io ti invio un abbraccio sincero, di quelli che fanno tanto, tanto, tanto bene al cuore.

Rosy e Yuri con Kevin, bimbo grazioso, indelebile in ogni respiro.
#157689
Ringraziano per il messaggio: Vi

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Vi ha risposto alla discussione Cuore immobile

Ciao Saphhira e ciao Rosy.
Leggere dei vostri figli Mattia e Gabriele e Kevin mi ha molto commosso.
Oggi non riesco a scrivere molto, è come se mi mancassero i pensieri, sono annientata. Credo che me ne starò qui a leggere le storie di tutte voi, come faccio già da qualche tempo senza trovare il coraggio di commentare perché ogni parola mi sembra vuota. Perdonatemi se potete.
Però prima volevo ringraziarvi per avermi risposto, e compreso; anche se la mia storia è diversa dalla vostra, avete compreso il dolore immenso che provo.
I vostri abbracci e le vostre parole mi sono di aiuto. Mi lascio avvolgere.
#157691
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LucyA ha risposto alla discussione Cuore immobile

Ciao Vi,
anch'io ho avuto una perdita nel primo trimestre, ma si vedeva già che era una bambina, probabilmente Aurora era già abbastanza avanti....
Io ero completamente sola, non ho avuto comprensione né dal mio allora marito (adesso siamo divorziati) né dai miei genitori, che sottovalutano il mio dolore. Neppure in ospedale mi hanno indirizzata a questa associazione, l'ho trovata da sola dopo 2 anni e mezzo, per caso.
Un bacione a tutti e tre!

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#157696

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Vi ha risposto alla discussione Cuore immobile

Credo che non mi rialzerò mai più. Sono spezzata per sempre.
Non so spiegare con quanta fatica ho cercato di ritrovare una sorta di equilibrio da novembre - quando ho perso il mio primo figlio - fino a pochi giorni fa. Con la consapevolezza di non poter mai più essere quella di un tempo, ho comunque provato a riprendermi quello che restava, ho ricercato in me quella dolcezza che credevo spazzata via per sempre... e qualche rimasuglio l'ho trovato, coltivato dalla dolcezza del mio compagno che non ha mai mollato disseminando la casa di biglietti con frasi e ricordo per me, per noi, e facendo girare le foto della nostra vita insieme a ogni ora del giorno sul computer. Allora mi sono rimessa in piedi, ho preso il passo giusto. Con il cuore zoppo, ma nel direzione della vita. Ho smesso di sentirmi costantemente in colpa e arrabbiata e ho smesso di odiare il mondo. Ho sorriso veramente. Ho pensato a un domani. E come un miracolo sono rimasta incinta di nuovo. Paura, gioia pazza, positività, la sorpresa di capire che una mamma può pensare a due cose nell'esatto momento: ho pensato a il mio primo figlio nell'esatto istante in cui ho accolto con amore infinito il secondo piccolo.
Poi le perdite. La corsa al pronto soccorso. Dall'ecografia non si vede niente. "Signora è ancora troppo presto per vedere, non vuol dire nulla, stia calma." Stia calma. Ancora. Le perdite che aumentano. Due giorni così, l'ultima notte come un incubo. Poi più nulla. Devo prendere appuntamento con il ginecologo per i controlli. Che controlli? Non lo so, non mi interessa. L'unica cosa che so è che ho perso un altro figlio, che genero morte, che sono difettosa. Che non sarò mai madre perché mai più riproverò ad avere un bambino, non voglio uccidere nessun altra creatura. L'altra cosa che so è che nel profondo, di notte, quando nessuno mi vede, cerco forsennatamente di costruirmi la scena in cui, al controllo dal ginecologo, questo mi dice che va tutto bene, mi guarda e mi dice di ascoltare, e io sento il cuore del mio bambino. So che sto perdendo la testa. So che non mi rialzerò mai più. So che non voglio rialzarmi più. Sogno di avere complicanze e di morire insieme ai miei figli.
#157905

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MartinD ha risposto alla discussione Cuore immobile

Ciao Vi, mi dispiace immensamente per le tue due perdite. E' devastante ....mi chiamo Letizia mamma di Martin nato in silenzio alla 39 settimana il 13 marzo 2017 , dopo 9 mesi dalla sua perdita ho perso un'altra vita con un aborto spontaneo. Capisco e conosco bene il tuo stato d'animo , la paura di generare morte fa tanto male, ma credo che l'amore ed il desiderio di stringere fra le braccia un figlio superi questa paura. Adesso ti senti a terra lo so, ma quando ritorneranno le forze per rialzarti credo arriverà ancora la voglia di riprovarci. Quando sono rimasta incinta per la seconda volta inaspettatamente anche io ho provato tante emozioni contrastanti, andavo spesso in camera ad aprire i cassetti di Martin e stringevo forte al petto i suoi completini che purtroppo non indosserà mai, mi sentivo in colpa di gioire per questa nuova vita , ma poi ho capito che non dovevo affrontare cosi questo nuovo percorso e poi invece l 'aborto, di nuovo il buio, la disperazione, il sentirsi inutile ed incapace in questa vita che già mi ha tolto tutto. Adesso sono qui come te e tante altre mamme lottando ogni giorno per resistere, non crollare. Ti ABBRACCIO FORTE.
#157910

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LucyA ha risposto alla discussione Cuore immobile

Un abbraccio Vi....
In questo momento sono a pezzi ankio, non riesco a dirti altro se non che ti sono vicina.
Un bacione!

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#157927

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rinaldisara@hotmail.it ha risposto alla discussione Cuore immobile

Mi dispiace moltissimo per le tue perdite, sei stata fortissima a rialzarti dopo così poco tempo, al tuo posto non so se avrei fatto lo stesso, ho perso Greta 7 mesi fa alla 18ma sett e ancora oggi, sto malissimo.
Sono sicura che piano piano ritroverai la stessa forza, è difficilissimo e immagino cosa provi, rabbia, dolore, paura.
Ti abbraccio fortissimo e ti auguro con tutto il cuore di ritrovare quella serenità di qualche mese fa.
Bacio grande
#157928

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Saphhira ha risposto alla discussione Cuore immobile

Prima di lasciarti andare alla disperazione prova a sederti qui con noi. Il cielo non promette niente di buono ma noi, che in mezzo alla tempesta già ci siamo, possiamo capirti e magari dividendo questo grande dolore tra tutte riusciremo a venirne, prima o poi, a capo.
Spero che tu possa sentire il mio abbraccio, ti sono vicina.
#157934

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eliccia ha risposto alla discussione Cuore immobile

Ciao Vi,
ho letto la tua storia ed è come se avessi riletto la mia... Ancora non sono riuscita a scrivere quanto mi è successo, ma nelle tue parole leggo i miei pensieri... anche io come te ho appena perso il mio secondo primo figlio. Il primo l'ho perso a febbraio 2017, senza aver mai sentito il battito... il secondo neanche due settimane fa. E mi sento persa, inutile, incapace, vuota... non so davvero da dove ripartire, ma so che dentro di me piano piano dovrò trovare il modo e la forza per andare avanti, per ricominciare a sperare, per ritrovare un lieve sorriso che ho perso ormai da molto tempo. Io ho deciso di chiedere aiuto, di rivolgermi ad uno specialista perché so che questa volta da sola rischio di non farcela e di crollare sul serio...
Ti mando un forte abbraccio
Elisa
#158034

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Vi ha risposto alla discussione Cuore immobile

Credo di avere bisogno di aiuto. Sono davvero in difficoltà e non so come fare.
Più passa il tempo, più aumentano gli incubi. Andare a dormire la sera è diventata una cosa spaventosa. Non so cosa sogno, non me lo ricordo mai, ma ho ben presente la sensazione di terrore e dolore con cui mi sveglio. Mi manca l'aria, non riesco a respirare, non riesco a deglutire. Non riesco a pensare a nulla che vada più in là di mezza giornata perché se no sono assalita dall'ansia. Non riesco a vedere mamme, bambini, passeggini, donne con il pancione... mi si blocca tutto dal male che provo. Sono spesso sopraffatta dalla rabbia, un sentimento di odio cieco per quello che mi è successo... non è una cosa che mi appartiene, ne sono spaventata ma allo stesso tempo cedo a questo sentimento perché il dolore che provo è un gorgo nero che si sta inghiottendo tutto.
Dopo la visita di controllo dal ginecologo ho chiuso tutto in una cartellina senza nemmeno leggere quali esami mi si consiglia di fare e l'ho nascosta sopra la libreria. L'ho lanciata via lontano dagli occhi. Come se potessi dimenticare questo dolore che invece mi insegue ovunque.
Ho detto al dottore e al mio compagno che non ne voglio più sapere. Che non voglio fare gli esami. Che non riproverò mai più. Non voglio condannare un altro figlio alla morte. Non voglio illudermi, non voglio sperare per poi tornare a perdere una parte di cuore. Mi hanno detto di aspettare, di fare passare del tempo per ritrovare un equilibrio. Come se fosse possibile... Ho spiegato al mio compagno che la mia decisione non è dettata solo dal momento di dolore atroce, ma che è una scelta consapevole e precisa. So che mi pentirò tutta la vita, so che mi mancherà tutto quello che avevamo immaginato e sognato insieme per i nostri piccoli, ma la paura di generare altra morte è più forte. Inoltre sento di essere diventata una persona orribile, fredda e arrabbiata, indegna di essere mamma. È come se mi sentissi una madre terribile a crederci e a sperarci e a tentarci ancora dopo tutto questo. Mi si spezza il cuore a privare il mio compagno di una famiglia... gli ho detto di andarsene, anche perché so che una decisione come questa spezza la coppia, e per quanto ci possiamo amare so che tra dieci o vent'anni mi guarderà e in me vedrà solo la persona che si è arresa e non gli ha permesso di avere una famiglia. Sono sempre stata coraggiosa in tutto, mi ritengo una persona molto forte, ma in questo no, non posso, non riesco. Lui è sempre con me ma non sa come aiutarmi. E io non so come aiutare lui. Siamo sempre più distanti. Vivere la nostra quotidianità mi pesa, non vedo un senso nella maggior parte delle cose che faccio. Me la prendo con lui per un non nulla.
E nonostante tutto io lo so, lo sento, che in fondo a quello che resta del mio cuore un figlio lo vorrei. E mi sento in colpa per questo desiderio egoista. L'altro giorno ero in piscina - dove vado per sfogarmi e sfiancarmi e non pensare - e negli spogliatoi è entrata una ragazzina tutta di corsa, era in ritardo per la lezione, un tipo indipendente dall'aria simpatica, mi ha sorriso, ha inforcato la cuffia ed è corsa in vasca. Ho pensato che nostra figlia sarebbe stata un peperino del genere e mentre facevo questo pensiero ho percepito un morso al cuore... il desiderio di avere un figlio e la fatica di cancellare questo desiderio, la rabbia per quello che mi è successo e il senso di colpa verso i miei piccoli amori. È una cosa che mi ha tolto l'aria dai polmoni, come se fossi ancora in vasca a nuotare senza fermarmi per affogare i pensieri.
Sono a un bivio e non riesco a scegliere in quale precipizio buttarmi.
Leggo le storie di tutte voi e piango perché nessuno si merita una cosa così straziante... vi sono vicina in un modo che non riesco a spiegare. Sempre più spesso, nella vita di tutti i giorni, mi sento sola perché nessuno capisce, nessuno sa... solo voi potete. Vi chiedo aiuto, se potete, non so come fare, a chi rivolgermi. Non sono più in grado di respirare da sola.
#158173

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Saphhira ha risposto alla discussione Cuore immobile

Ciao Vi

quando sono morti Mattia e Gabriele la prima cosa che ho detto al mio compagno è stata che io non avrei mai più voluto riprovarci. Non mi interessava di qualsiasi cosa avessero mai potuto dire i dottori, lui, il mondo o i miei/suoi parenti ma io un dolore del genere non lo avrei mai potuto sopportare una seconda volta ed addirittura ero in dubbio se potevo essere in grado di sopravvivere alla prima.
Ci siamo fissati per un po' e nessuno dei due è riuscito ad aggiungere neanche una parola.
Il giorno seguente quando mi sono svegliata ho cercato su internet delle risposte al mio dolore e ho letto sulla homepage di CiaoLapo una frase che mi ricorderò tutta la vita "Ho appena perso il mio bambino. Cosa devo fare adesso? Chi può aiutarmi?" ed il mio primo pensiero è stato "C'è davvero qualcosa che può aiutarmi adesso? C'è ancora qualcosa da salvare?" ...
Ho divorato quella pagina e ho letteralmente continuato a vomitare addosso al mio compagno tutte le informazioni che prendevo da CiaoLapo continuando a piangere ogni volta che scoprivo un pezzetto in più.
Siamo andati avanti così per 4 giorni ed è stato straziante ma non sapevo che il peggio dovesse ancora arrivare infatti una volta arrivata a casa mi sono persa definitivamente.
Dovevo lottare contro me stessa anche solo per alzarmi dal letto, tutto, anche il semplice respirare, mi pesava oltre ogni limite ed io che in anni ed anni che lavoro mi sono assentata solo per la PMA ho deciso di prendermi 1 mese di aspettativa. Senza i miei bambini non riuscivo più neanche a vivere e credevo di essere arrivata a toccare un fondo talmente fondo da non poter tornare alla normalità mai.

Poi ho pensato che se qualcuno era stato in grado di scrivere quella frase così schietta ma così necessaria nella homepage del sito forse avrebbe avuto anche una risposta ai miei mille perchè ed avrebbe saputo indicarmi dove mi trovavo e chi stavo diventando. Forse avrei almeno potuto tornare a respirare e a fare le cose più normali senza provare un dolore infinito perchè in quelle condizioni non avevo idea di come proseguire a vivere.
Così ho semplicemente scritto una mail ai referenti di CiaoLapo, che trovi sul sito, e la mail che ho ricevuto ha colpito il centro del mio cuore ferito. Non ti dico che sono tornata quella di prima o che io non sia ancora arrabbiata con tutto il mondo e che non ritenga di essere vittima della più grande ingiustizia di sempre o che non abbia ancora il dubbio che qualcosa in me non funzioni come dovrebbe ma la mia psicologa mi ha aiutato a capire questo dolore, mi ha aiutato a parlarci e mi sta facendo vedere aspetti di questa storia che da sola non sarei mai riuscita a vedere. Sono almeno tornata a respirare.

Io sono in Lombardia e potrei darti indicazioni solo sugli operatori di CiaoLapo che ho conosciuto ma secondo me rivolgersi a qualcuno di loro ti aiuterebbe tanto Vi.
Poi qui sul forum c'è sempre qualcuno che ti può tendere la mano ma da quello che scrivi temo che il nostro aiuto non sia sufficiente.

Ti abbraccio calorosamente.
#158175
Ringraziano per il messaggio: Vi

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LaStefi ha risposto alla discussione Cuore immobile

Carissima Vi, le tue parole vanno dritto dritto al centro del mio cuore. Tutto quel dolore, non trovare più un senso a nulla, vivere ogni nuovo giorno come una condanna sono tutte realtà che hanno fatto parte anche di me da quando ho dovuto lasciar andare le mie Twins. Proprio oggi sono passati 4 mesi e, se mi guardo indietro, non lo so come faccio a essere qui oggi. Io ho deciso di chiedere subito aiuto a un professionista: per quella che è la mia esperienza a oggi mentirei se ti dicessi che ho trovato un grande giovamento dalla terapia, ma resta comunque un supporto in questo bagno di dolore che siamo costrette a farci. Non lo so come se ne esce da questo tunnel perché ci sono ancora dentro. Stare qui e trovare la comprensione reale di chi l’ha vissuto sulla propria pelle, però, da’ sollievo.
Se camminiamo insieme, forse, la salita sarà un po’ meno impossibile da scalare.
Ti abbraccio
#158176
Ringraziano per il messaggio: Vi

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eliccia ha risposto alla discussione Cuore immobile

Cara Vi,
comprendo benissimo ciò che provi perché anche io sto affrontando la tua stessa battaglia. Proprio ieri ho avuto i risultati del citogenetico: il mio secondo angelo era un maschietto ed era cromosomicamente sano. Ieri sono morta dentro un'altra volta. Mi sento in colpa, perché anche io penso che ci sia qualcosa in me che non va. E il peggio è che ancora non ho le risposte che vorrei. Ma non possiamo arrenderci. Io provo esattamente la tua stessa rabbia, il senso di odio e cattiveria.. Anche io non riesco a relazionarmi con pance, neonati, bambini ormai da tanto tempo... e per ora è normale, per quel che posso evito a costo di sembrare maleducata o altro. Fisicamente sono a terra, ormai vivo con un mal di testa costante, già al pomeriggio arrivo distrutta (sono le 20.30 e ti scrivo dal letto perché ho le gambe doloranti e ho costretto mio marito a cenare alle 19.45 perché volevo sdraiarmi). La notte mi sveglio sempre e per riuscire a dormire prendo delle pillole rilassanti. Non mi importa di nulla, né della casa, né del lavoro sebbene sia rientrata, né di altro. Mi pesa tutto, anche guardarmi allo specchio o vestirmi. Come vedi non sei sola, ma dobbiamo farci forza. Non mettere in discussione il tuo rapporto. Anche io spesso allontano mio marito, ma poi torno subito da lui perché se lo perdessi finirebbe tutto e non potrei immaginarmi senza di lui.
Non smettere di sperare, magari prenditi del tempo e dopo l'estate ricominci a fare i controlli. Io l'anno scorso feci così. Quest'anno voglio andare subito avanti ad approfondire perché voglio sapere, voglio capire e già stamattina ho rifatto degli esami.
È una lotta continua e un dolore che niente e nessuno può lenire, un dolore profondo che deve solo essere affrontato giorno per giorno, momento per momento...
Però secondo me già il fatto che tu riconosca di avere bisogno di aiuto è importante. Io ci sto provando a chiederlo, mi sono rivolta alla psicologa del consultorio nella speranza che possa aiutarmi... pensaci...
Non ti arrendere, supportiamoci a vicenda. Gridiamo, piangiamo, arrabbiamoci insieme... e forse insieme riusciremo anche alla fine a superare tutto questo dolore che ci è piombato addosso.
Ti mando un forte abbraccio
Ti sento e ti sono vicina
#158177
Ringraziano per il messaggio: Vi

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