Inviato da: Claudia
in Lutto e psicologia il Gen 07, 2010
Vedere Lapo attraverso i ricordi che ho di lui, e non attraverso ciò che non ho mai potuto avere, è un'operazione che mi ha richiesto più di 3 anni. Guardare le foto del mare (di quel mare, dove pensavo di tornare con lui nella carrozzina), rimettersi la camicia da notte di Natale, ri - leggere gli appunti di vita presi durante la sua attesa sono ricordi. Posso farlo da pochi mesi soltanto, sentendo serenità e nostalgia, e NON un artiglio feroce in mezzo al cuore.
Nel ri - cordare, in una frazione di secondo, arrivano le immagini e, a grappolo, riemergono nitidamente pensieri, parole, emozioni. Lucidi, fermi e abbaglianti nella loro intensità.
Talvolta (all'inizio del lutto), così strazianti da fare male, talaltra, dopo un pò di allenamento, pieni di amorevole intensità.
I ricordi possono essere un trauma, (se vengono associati soltanto a emozioni difficili e a violenze verbali o fisiche), oppure un ponte, dal lutto alla rinascita. I ricordi possono portare lacrime (sane e sanificanti, perchè espressione di elaborazione) o ammutolire, perchè troppo ingombranti. Possono commuovere, i ricordi, e creare com-passione, intrecciando relazioni solide cui aggrapparsi in caso di tempesta emotiva.
Possono, soprattutto, permetterci di continuare a tessere la trama della nostra vita senza lasciare buchi nel tessuto, senza omettere dei pezzi "troppo difficili", senza interrompere la tessitura "perchè da allora non sono più in grado di proseguire" e doverci dunque mettere delle toppe stonate e precarie (i ricordi intrappolati continuano a fare male dopo secoli).
Inviato da: Alfredo
in Notizie e iniziative il Gen 05, 2010
Sul primo numero del 2010 della rivista Vanity Fair, è stato pubblicato un servizio sulla morte perinatale. Il servizio è corredato dalle immagini di Giovanni Presutti, tratte dal progetto fotografico "Piccoli Principi" di cui abbiamo già parlato. La caporedattrice storie della rivista, Silvia Nucini, ha intervistato sei delle coppie che avevano partecipato al progetto fotografico ed ha raccolto le loro storie, dedicando ad ognuna una pagina del suo articolo. Sei pagine su una delle più importanti riviste settimanali del nostro paese.
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Inviato da: Alfredo
in Notizie e iniziative il Nov 20, 2009
Io ho la fortuna di avere come amico un grande artista. Musicista, compositore, pittore, scultore, scrittore, poeta. Un artista eclettico e poliedrico. E' anche un medico, esperto in medicine non convenzionali, cosa secondaria in questo frangente, se non fosse che è proprio grazie a questo suo aspetto che ho potuto conoscerlo e apprezzarne le molte qualità.
Si tratta di Giovanni Nuti.
Tra le sue opere, c'è una raccolta di poesie dal titolo "Lumen" (cliccate la copertina qui a fianco per ulteriori informazioni), ed a pagina 30 c'è una poesia, che vorrei condividere con voi.
Inviato da: Claudia
in Medicina e Gravidanza il Ott 25, 2009
Pubblichiamo qui di seguito uno studio retrospettivo effettuato a Perugia su tutte le donne colpite da morte in utero negli anni 1994 - 2006, da cui emergono fattori di rischio su cui varrebbe la pena di riflettere.
L'articolo è tratto dal blog del dottor Manlio Di Pietro
Morte fetale endouterina: incidenza, cause
A cura del Dott. Manlio Di Pietro
Introduzione
La morte del feto, all’interno della cavità uterina, rappresenta un tragico epilogo della gravidanza, gravato da un forte coinvolgimento emotivo sia da parte della madre che di tutta la famiglia. Nella legislazione vigente in Italia, la differenza tra “nato morto” e “aborto” è posta a 180 giorni (25 settimane e 5 giorni compiuti) di età gestazionale; la definizione di aborto si lega solo al concetto di durata della gravidanza e dà per scontato la non vitalità del prodotto di concepimento.
Ottobre si avvicina e con esso, l'importante occasione di pensare ai nostri piccoli principi in un momento totalmente dedicato a loro.
A loro, al loro passaggio così importante nelle nostre vite, ma anche a noi, genitori caricati di un compito durissimo e crudele, e costretti a convivere con l'assenza.
Ottobre, in tutto il mondo, è il mese in cui ogni genitore ha il diritto di sentirsi tale, anche se non ha mai potuto allattare un figlio, o non ha bambini da accompagnare a scuola.
Inviato da: Claudia
in Lutto e psicologia il Lug 24, 2009
Apro questa discussione grazie alle sapienti riflessioni di Lucy, Sara e Roberta e al contributo di Chiara mamma del GAMA di Prato.
E apro con una domanda a bruciapelo: quanto vive il lutto? Quando scompare? Ci si dimentica di ciò che è accaduto? Si guarisce? Elaborare vuol dire dimenticare l'amato perduto?
E ancora, ci sono bambini più e meno degni di essere ricordati e commemorati perchè più o meno piccoli e più o meno "vecchi"? Ricordare dopo anni, significa forse non avere elaborato?
Inviato da: Administrator
in Lutto e psicologia il Mag 06, 2008

Partecipa alla ricerca scientifica di CiaoLapo! CiaoLapo Onlus promuove lo studio Demetra, sulla morte intrauterina e perinatale. Lo studio è promosso dalla Associazione CiaoLapo Onlus in collaborazione con il Servizio di Medicina Prenatale e l'Unità Operativa di Psicologia Clinica della Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze, ed è aperto a tutti gli utenti del sito che vorranno partecipare.
Iscriviti online
Inviato da: Alfredo
in Notizie e iniziative il Dic 12, 2007
Abbiamo conosciuto il Dr Oluwafemi Kuti a Birmingham nel Settembre 2007 in occasione del convegno mondiale sulla morte endouterina della Internationl Stillbirth Alliance.
Inviato da: Claudia
in Medicina e Gravidanza il Set 03, 2007
Le cause della morte intrauterina sono molteplici. In generale tutti gli eventi descritti in patologia ostetrica possono causare il decesso del bambino. Bisogna però considerare che una buona percentuale dei casi di morte intrauterina (dal 10 al 40 % del totale) resta tuttavia
senza causa apparente.
L’assenza di una causa definita può rendere l’evento ancor più drammatico e difficile da accettare e rende l’elaborazione del lutto particolarmente laboriosa; si deve affrontare una perdita luttuosa senza poter rispondere ad un perché definito. Questo può provocare la comparsa di numerosi perché, e la ricerca affannosa di spiegazioni può trasformarsi in una vera e propria ossessione, con tanto di rimuginii, ansia e attenzione selettiva.
Inviato da: Claudia
in Lutto e psicologia il Feb 03, 2007
Per chi lavora in un reparto di ostetricia, la relazione con le pazienti è fondata sul meraviglioso progetto di aiutare i bambini a nascere, e le nuove vite a venire alla luce.
In questo clima di festosa aspettativa e di gioia, l’assistenza al parto in situazioni critiche, o luttuose, è estremamente difficile.
L'Associazione CiaoLapo ha preparato per gli operatori sanitari un breve sunto delle linee di intervento consigliate in base alla letteratura internazionale.