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CiaoLapo Onlus

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Il blog di CiaoLapo

Gravidanza a rischio, salute perinatale e supporto psicologico al lutto.
Tags >> psicologia

Sulla morte, sull'amore

Inviato da: Claudia in Lutto e psicologia

Etichetta: psicologia , morte in utero , lutto

Claudia

Radici - foto di Alfredo VannacciSe vogliamo essere in contatto dobbiamo uscire dal nostro guscio e guardare con chiarezza e in profondità alle meraviglie della vita - i fiocchi di neve, la luce della luna, il canto degli uccelli, i bei fiori - e anche alla sofferenza - la fame, la malattia, la tortura e l'oppressione. Traboccanti di comprensione e compassione, siamo in grado di apprezzare le meraviglie della vita e, allo stesso tempo, agire con la ferma determinazione di alleviare le sofferenza.

Thich Naht Hanh

 

Quando ero piccola mia madre un paio di volte all'anno mi portava al cimitero in visita alla sua nonna (morta per altro dopo un ictus fulminante che la colpì davanti ai miei occhi in un giorno di Giugno, quando io avevo circa 10 anni, nel giorno in cui si celebrava il funerale della sua terza figlia, morta per complicanze di un cancro).

A me il cimitero faceva paura.


L’ateologia naturale

Inviato da: Alfredo in Notizie e iniziative

Etichetta: psicologia , lutto , formazione , collaborazioni

Alfredo

L'ateologia naturaleSi svolge in questi giorni a Roma il convegno "L'ateologia naturale. La sofferenza interpella la ragione e la fede", organizzato dall'Istituto Internazionale di Teologia Pastorale Sanitaria Camillianum (www.camillianum.com). Su invito del Prof Arnaldo Pangrazzi, sacerdote, docente dell'istituto Camillianum ed autorità italiana nel settore della elaborazione del lutto, Claudia Ravaldi, presidente della Associazione CiaoLapo Onlus, ha partecipato alla tavola rotonda del 20/05/2010, illustrando in una prospettiva laica le problematiche legate al lutto perinatale, al suo riconoscimento sociale, agli aspetti psicologici ed ai rapporti tra lutto perinatale, ragione e spiritualità.


UP. Disney - PixarDiverse persone ci hanno segnalato il film UP della Disney, in particolare perché ad un certo punto si capisce che i due protagonisti hanno perso un bambino nella unica gravidanza che hanno potuto intraprendere. Il film, pur essendo un film di animazione per bambini è ammantato per gran parte di un'aura di malinconia, che ha colpito diversi dei nostri utenti.
Secondo noi UP è un film bellissimo e non pensiamo neanche che sia un film triste, certo, ci sono dei momenti molto commoventi, fino alle lacrime, però il messaggio è molto confortante. In pratica il film è infatti una allegoria della elaborazione del lutto ed è veramente sorprendente che la Pixar abbia voluto affrontare questo tema (anche se non senza polemiche) in un film per bambini.
Riportiamo qui un nostro commento al film, letto nella chiave della elaborazione del lutto; per fare questo però è necessario rivelare molti dettagli della trama, quindi se non l'avete visto e non volete rovinarvi la sorpresa, rimandate la lettura di questo post.


The antropology of pregnancy loss - Rosanne CecilMi è capitato recentemente di leggere questo articolo in un blog di un antropologo universitario che parla di noi, in maniera che mi è parsa sulle prime non del tutto condivisibile. Inserisco qua il post originale e le risposte, se volete potete commentare l'articolo originale sul blog di Piero Vereni.

Dopo che ho risposto al blog del dott. Vereni (in maniera in effetti molto decisa, come potete leggere più avanti), egli ha a sua volta risposto pubblicando un altro post chiarificatore, nel quale il suo intento appare differente da quello che a tutti noi era sembrato in un primo momento.

Il tema della discussione non è tanto sulla legittimità del lutto perinatale, quanto sulla sua socializzazione, sul ruolo della tecnologia nella formazione del legame col bambino (bonding) e nella elaborazione del lutto (lutto privato o lutto pubblico). Sono argomenti di cui abbiamo spesso parlato e sui quali abbiamo le nostre idee (almeno in parte suffragate dall'esperienza e dalla ricerca clinica), ma che non necessariamente devono valere per tutti.

Sposterei per favore su questo tema la discussione, al fine di renderla una operazione costruttiva e per evitare che possa diventare uno sgradevole alternarsi di attacchi e difese. 

PS: vi invito inoltre a non confondere le affermazioni del dott. Vereni sul suo blog, con i commenti dei visitatori, in particolare del primo.


Memory boxVedere Lapo attraverso i ricordi che ho di lui, e non attraverso ciò che non ho mai potuto avere, è un'operazione che mi ha richiesto più di 3 anni. Guardare le foto del mare (di quel mare, dove pensavo di tornare con lui nella carrozzina), rimettersi la camicia da notte di Natale, ri - leggere gli appunti di vita presi durante la sua attesa sono ricordi. Posso farlo da pochi mesi soltanto, sentendo serenità e nostalgia, e NON un artiglio feroce in mezzo al cuore.
Nel ri - cordare, in una frazione di secondo, arrivano le immagini e, a grappolo, riemergono nitidamente pensieri, parole, emozioni. Lucidi, fermi e abbaglianti nella loro intensità.
Talvolta (all'inizio del lutto), così strazianti da fare male, talaltra, dopo un pò di allenamento, pieni di amorevole intensità.
I ricordi possono essere un trauma, (se vengono associati soltanto a emozioni difficili e a violenze verbali o fisiche), oppure un ponte, dal lutto alla rinascita. I ricordi possono portare lacrime (sane e sanificanti, perchè espressione di elaborazione) o ammutolire, perchè troppo ingombranti. Possono commuovere, i ricordi, e creare com-passione, intrecciando relazioni solide cui aggrapparsi in caso di tempesta emotiva.
Possono, soprattutto, permetterci di continuare a tessere la trama della nostra vita senza lasciare buchi nel tessuto, senza omettere dei pezzi "troppo difficili", senza interrompere la tessitura "perchè da allora non sono più in grado di proseguire" e doverci dunque mettere delle toppe stonate e precarie (i ricordi intrappolati continuano a fare male dopo secoli). 


Apro questa discussione grazie alle sapienti riflessioni di Lucy, Sara e Roberta e al contributo di Chiara mamma del GAMA di Prato.

E apro con una domanda a bruciapelo: quanto vive il lutto? Quando scompare? Ci si dimentica di ciò che è accaduto? Si guarisce? Elaborare vuol dire dimenticare l'amato perduto?

E ancora, ci sono bambini più e meno degni di essere ricordati e commemorati perchè più o meno piccoli e più o meno "vecchi"? Ricordare dopo anni, significa forse non avere elaborato?


Scomparsa Dario Casadei

Inviato da: Claudia in Notizie e iniziative

Etichetta: psicologia , lutto

Claudia

casadei.jpg E' con grande tristezza che comunichiamo la prematura scomparsa del Prof Dario Casadei, grande esperto e pioniere dell'assistenza al lutto perinatale in Italia. 


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Gruppi AMA RiNascita - Se sei nuovamente incinta dopo la perdita di uno o più bambini e senti la voglia o il bisogno di condividere le tue sensazioni con altre donne nella stessa situazione, iscriviti al prossimo gruppo AMA RiNascita rivolto alle donne nuovamente in gravidanza dopo una perdita.

Riflessi di LUNA

Inviato da: marianna in Notizie e iniziative

Etichetta: stampa , psicologia , lutto

marianna

Rifessi di LunaE' uscito il numero zero della nuova pubblicazione di CiaoLapo riservata agli associati in regola con la quota del 2009. Riflessi di Luna è una rivista non periodica, che l'associazione ha prodotto e promuove nell'ottica di mantenere saldo il legame tra gli associati e promuovere la sua campagna di informazione formazione e sostegno nel lutto.


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Non abbiamo bisogno di sconvolgere la nostra vita per iniziare una trasformazione. L'inizio è accettare il punto dove ci si trova e permettere dolcemente a se stessi di andare ad allinearsi con le forze più grandi dell'universo.

Es

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